Move to Create

Move to Create è la formula che tiene insieme tutto il lavoro: mi muovo non per essere da qualche parte, ma per generare qualcosa che prima non c’era. In possesso significa aprire linee, in non possesso significa chiuderle. È lo stesso verbo, cambia solo l’oggetto.
01Da dove nasce
Per anni ho chiesto ai miei giocatori di muoversi. Non è bastato. Si muovevano, e il gioco restava fermo. Il problema non era la quantità di movimento, era il suo scopo: un giocatore che si sposta per occupare una zona assegnata esegue, un giocatore che si sposta per aprire una linea che prima era chiusa costruisce.
Questa collana prova a dare una grammatica a quella differenza. Sette articoli, in ordine, dalla posizione del singolo fino alla progettazione dell’esercitazione. Non contiene niente di inventato: contiene cose che molti allenatori fanno già e che ho provato a mettere in fila, perché un principio che non si sa descrivere non si sa nemmeno allenare, e soprattutto non si sa correggere.
Il criterio di tutta la collana
La posizione ottimale non esiste in astratto. Esiste una posizione ottimale adesso, rispetto a dove sta la palla, a come sta l’avversario e a quanto spazio c’è. Cambia una delle tre variabili e la posizione ottimale cambia.

02I sette punti
Ogni articolo si legge da solo, ma l’ordine non è casuale: ognuno usa il vocabolario costruito in quello prima. Tutti contengono schemi tattici e almeno un’esercitazione con le varianti per categoria.
Le tre referenze del giocatore: palla, spazio, avversario. E la descrizione completa delle dodici posizioni che l’avversario può assumere rispetto alla palla.
Appoggio, sostegno e vertice. Perché il triangolo non deve essere piatto e perché il rombo occupa tre altezze dove il quadrato ne occupa due.
I segnali del corpo del portatore, la lettura anticipata mentre la palla viaggia e il grilletto che decide quando aggredire.
Primo, secondo e terzo. La verticalizzazione rasoterra e la postura coperta di chi riceve dentro.
Spazio grande e spazio piccolo. Il movimento che non serve a ricevere ma a liberare un compagno.
La stessa grammatica al contrario: negare la figura avversaria, indirizzare il gioco, ridurre lo spazio e il tempo.
Come si progetta una situazione che obbliga a creare invece di suggerire la soluzione. Metodo induttivo e varianti per categoria.
03Dal campo, non dalla lavagna
Le esercitazioni pubblicate nella collana sono quelle che uso davvero, con le varianti per l’attività di base, per gli Under 12-14 e per l’agonistica. Gli schemi servono a rendere leggibile un principio, non a essere riprodotti come giocate.



Gli spazi qui sopra sono pronti per le foto di campo o per le grafiche delle esercitazioni. Si sostituiscono senza toccare il resto della pagina.