Move to Create 2

23 Set , 2026 - Move to Create

Collana Move to Create/ Articolo 02 di 07/ Metodologia Spazio-Tempo

Move to Create

02. Le figure geometriche come strumento, non come forma.

Nel primo articolo ho scritto che la posizione di un giocatore vale per quello che crea. Qui provo a fare un passo in più: se la posizione singola è una relazione, la figura geometrica è il modo più semplice che conosco per organizzare più relazioni insieme. Triangolo, rombo e quadrato non sono disegni da far imparare a memoria. Sono strumenti. E come ogni strumento vanno scelti in base al lavoro da fare, non in base a quanto sono belli sulla lavagna.

Struttura della collana
  1. La posizione non è un posto. È una relazione.Le tre referenze / Tassonomia dell’avversario / Possesso e non possesso
  2. Le figure geometriche come strumento, non come forma.In letturaTriangolo, rombo, quadrato / Appoggio, sostegno, vertice
  3. Palla chiusa e palla aperta: la lettura che decide il movimento.Stati della palla / Riorganizzazione della struttura
  4. Il terzo uomo come inevitabilità strutturale.Primo, secondo, terzo / Verticalizzazione rasoterra
  5. Creare lo spazio: occupare, liberare, rioccupare.Spazio grande e spazio piccolo / Movimento che genera per altri
  6. Move to Create in fase di non possesso.Negare la figura / Indirizzare / Ridurre lo spazio-tempo
  7. Dal principio all’esercitazione: progettare situazioni che obbligano a creare.Metodo induttivo / Varianti per categoria / Osservazione

01Il rombo disegnato e il rombo giocato

Ho visto molte squadre giovanili, compresa qualcuna delle mie, disporsi a rombo in modo perfetto a palla ferma. Poi la palla si muove e il rombo resta lì, fermo, mentre il gioco va da un’altra parte. I ragazzi non sbagliavano: facevano esattamente quello che avevano imparato. Avevano imparato una forma. Nessuno gli aveva spiegato a cosa servisse.

Da quell’errore, mio prima che loro, è nato il criterio che uso oggi. Una figura geometrica vale solo se garantisce funzioni. Se garantisce al portatore almeno due uscite, se permette di ripartire quando la palla è chiusa, se tiene un giocatore oltre la linea avversaria. Una figura che non fa queste cose è un disegno, anche se è geometricamente corretta.

Il criterio in una riga

La domanda da fare ai giocatori non è “siamo in rombo?”. È “chi ha palla ha due uscite?”. Se la risposta è sì, la figura c’è, qualunque forma abbia sulla lavagna.

02Le tre funzioni

Riprendo le tre funzioni introdotte nell’articolo 01, perché tutto il resto si appoggia su queste. Le descrivo con qualche dettaglio in più, soprattutto sulla postura, che è la parte che si allena meno.

FunzioneDove sta rispetto alla pallaPosturaCosa garantisceErrore tipico
AppoggioVicino, di lato o leggermente avanti. Fuori dall’ombra dell’avversario che pressa.Corpo aperto verso il campo, pronto a giocare di prima.La continuità. Il portatore non resta mai solo.Venire troppo vicino e portarsi dietro il proprio marcatore.
SostegnoDietro la linea della palla, in diagonale.Frontale al gioco, vede tutto il campo.La ripartenza. Palla chiusa diventa palla aperta in un passaggio.Mettersi esattamente dietro il portatore, dove il passaggio è coperto dal suo corpo.
VerticeDavanti, oltre almeno un avversario.Postura coperta se riceve spalle alla porta, orientata se riceve di fianco.La profondità. Obbliga un difensore a restare.Venire incontro troppo presto e togliere l’unico giocatore che teneva bassa la linea.

Una cosa che ho capito tardi: le funzioni non appartengono ai giocatori, appartengono al momento. Lo stesso ragazzo è appoggio, poi sostegno, poi vertice nel giro di tre passaggi. Per questo il principio “saper l’appoggio, il sostegno, il vertice” è uno solo e non tre. È la capacità di riconoscere quale dei tre serve adesso.

Fig. 01 / Le funzioni ruotano con la pallaFase di possesso
A / PALLA AL VERTICE BASSO B / PALLA AL VERTICE LATERALE ATTACCO PORTATORE APPOGGIO APPOGGIO VERTICE PORTATORE SOSTEGNO APPOGGIO NUOVO VERTICE
Portatore Compagno Avversario Giallo tratteggiato: cambio di funzione
In A la palla è in basso: i due laterali sono appoggi, quello in alto è il vertice, il sostegno non serve perché il portatore è l’ultimo. In B la palla passa al laterale destro e tutto si riordina: chi era portatore diventa sostegno, il vecchio vertice scende ad appoggio, il laterale opposto sale e diventa il nuovo vertice. Stessi quattro giocatori, quattro funzioni nuove. Questo è il senso di “la figura scade a ogni cambio di piede”.

03Il triangolo: la figura minima

Il triangolo è la figura più piccola che garantisce due uscite. Tre giocatori, due linee di passaggio per chi ha palla. Per questo è la figura della palla chiusa e dello spazio piccolo: quando il tempo è poco, serve la struttura più semplice possibile, quella che si ricostruisce in un passo.

Ha una sola condizione, e sembra banale finché non si guarda una partita di esordienti: il triangolo non deve essere piatto. Se i tre giocatori sono sulla stessa linea, il triangolo esiste solo sulla carta. Un avversario messo bene, in posizione B1 della tassonomia, chiude la linea verso il primo compagno e con la stessa ombra copre anche il secondo. Due uscite diventano una, e una sola uscita è già pressione.

Fig. 02 / Triangolo aperto e triangolo piattoFase di possesso
TRIANGOLO APERTO / DUE USCITE TRIANGOLO PIATTO / UNA USCITA NON PUÒ CHIUDERLE ENTRAMBE UNA SOLA OMBRA COPRE DUE COMPAGNI
Portatore Compagno Avversario Bianco: linea di passaggio libera Grigio: linea coperta
A sinistra l’avversario deve scegliere quale linea chiudere, e qualunque scelta faccia lascia l’altra aperta. A destra non deve scegliere niente: si mette in mezzo e ha finito il suo lavoro. La differenza tra le due immagini è mezzo metro di spostamento di un giocatore. È lì che si vede se ha capito a cosa serve.

Sul campo non chiedo quasi mai “fate un triangolo”. Chiedo “sei in fila con qualcuno?”. Il ragazzo si guarda intorno, si sposta di due passi e il triangolo compare da solo. Arriva alla forma partendo dalla funzione, che è l’unico ordine che per me funziona davvero.

04Rombo e quadrato: il conto delle altezze

Il rombo è un triangolo a cui si aggiunge il vertice. Il quadrato è una figura a quattro che distribuisce i giocatori in modo diverso. Sulla carta si somigliano, stessi quattro uomini. In campo sono due cose molto lontane, e il modo più semplice che ho trovato per spiegarlo è contare le altezze.

Chiamo altezza ogni linea orizzontale, rispetto alla direzione di attacco, su cui c’è almeno un compagno. Più altezze occupa la figura, più linee avversarie deve superare la palla per arrivare davanti, e quindi più occasioni ci sono per un terzo uomo. Il quadrato occupa due altezze. Il rombo, con gli stessi quattro giocatori, ne occupa tre.

Fig. 03 / Due altezze contro treFase di possesso
QUADRATO / 2 ALTEZZE ROMBO / 3 ALTEZZE ALT. 2ALT. 1 ALT. 3ALT. 2ALT. 1 DUE DIFENSORI CHIUDONO LA SECONDA ALTEZZA OGNI ALTEZZA È UNA LINEA DA ROMPERE IN PIÙ
Portatore Compagno Avversario Linee gialle: altezze occupate
Nel quadrato due difensori bastano a schermare tutta la seconda altezza: la palla può solo girare in orizzontale. Nel rombo gli stessi due difensori devono scegliere fra coprire il laterale o il vertice, e la palla arriva in alto in due passaggi. Non ho aggiunto giocatori, ho solo spostato due uomini di pochi metri.

Questo non vuol dire che il quadrato sia sbagliato. Lo uso quando lo spazio è grande e la palla è aperta, per esempio nella circolazione bassa con l’avversario lontano: due coppie parallele danno ampiezza e rendono facile il cambio di lato. Il suo limite si vede appena l’avversario si mette dentro la figura, la posizione C1 dell’articolo 01. A quel punto la risposta è quasi sempre la stessa: ruotare. Un giocatore scende o sale di un’altezza e il quadrato diventa rombo.

  • Triangolo. Palla chiusa, spazio piccolo, pochi secondi. Tre uomini, due uscite, ricostruzione in un passo.
  • Rombo. Costruzione contro un avversario che pressa per linee. Tre altezze, terzo uomo quasi naturale.
  • Quadrato. Palla aperta, avversario lontano, bisogno di ampiezza. Si trasforma in rombo appena qualcuno entra nel mezzo.

05La figura respira

Una figura giusta con le distanze sbagliate non funziona. E le distanze giuste non esistono in assoluto: dipendono dallo stato della palla. È il legame più stretto fra questo articolo e il prossimo. Per ora lo dico così: palla chiusa, la figura si stringe. Palla aperta, la figura si allarga. I ragazzi lo capiscono subito se lo chiamo respiro, perché è un movimento continuo e non uno scatto fra due posizioni.

Fig. 04 / Stringere e allargareFase di possesso
PALLA CHIUSA / SI STRINGE PALLA APERTA / SI ALLARGA DISTANZE CORTE / UN TOCCO DISTANZE LUNGHE / TEMPO PER SCEGLIERE
Portatore Compagno Avversario Giallo tratteggiato: la figura si adatta
A sinistra il portatore ha un avversario addosso e il corpo girato: i compagni si avvicinano per offrire un tocco facile. A destra nessuno lo disturba: i compagni si allontanano per prendersi spazio e tempo e per allargare le maglie dell’avversario. La forma resta un triangolo. Cambia solo quanto è grande.
Stato della pallaDistanza fra i verticiNumero di tocchi attesoFigura più adatta
Palla chiusaCorta. Un passaggio sicuro anche sotto pressione.1Triangolo stretto
Palla apertaLunga. Obbligare l’avversario ad allargarsi.2-3Rombo o quadrato ampio
Palla in transitoIn movimento. Si arriva alla distanza giusta mentre la palla viaggia.VAR.Quella che servirà alla ricezione
Palla contesaMedia. Pronti a stringere se si vince, a coprire se si perde.VAR.Triangolo con un vertice di copertura

Non do metri precisi di proposito. Le distanze che funzionano con un gruppo di Under 10 su un campo a sette sono diverse da quelle di una Juniores a undici, e cambiano anche con la qualità del passaggio del singolo. Preferisco che il riferimento sia il tempo del passaggio: la distanza giusta è quella che la palla copre rasoterra prima che l’avversario possa intervenire.

06Dalla figura al terzo uomo

Qui anticipo un tema che svilupperò nell’articolo 04, perché è la conseguenza più importante di tutto quello che ho scritto finora. Se la figura è costruita bene, il terzo uomo non va insegnato come giocata. Compare da solo.

Il meccanismo è semplice. In un rombo con tre altezze, l’avversario che chiude la linea diretta fra portatore e vertice, la posizione B1, lascia aperte le linee verso i laterali. Il laterale riceve, spesso con postura coperta perché ha un avversario vicino, e a quel punto il vertice è già il terzo uomo: è davanti, è libero dalla linea che l’avversario stava chiudendo, e la palla gli arriva da un angolo diverso. Nessuno ha dovuto inventare niente. La geometria ha fatto metà del lavoro.

Perché insisto sulla figura prima della giocata

Una giocata insegnata si ripete finché l’avversario non la riconosce. Una figura costruita bene produce giocate diverse a seconda di come si muove l’avversario. Per questo nei gruppi più giovani lavoro quasi solo sulla struttura e lascio che la soluzione la trovino loro. È più lento, ma quello che trovano da soli lo riconoscono anche in partita.

07Le figure senza palla

In fase di non possesso le figure non spariscono. Cambiano scopo. In possesso servono a moltiplicare le uscite del nostro portatore, senza palla servono a ridurre quelle del loro. Il criterio di valutazione è speculare: una figura difensiva vale se lascia all’avversario con palla una sola uscita, e possibilmente quella che abbiamo scelto noi.

La figura difensiva di base è anche qui un triangolo, con tre funzioni che corrispondono ai principi della fase difensiva: chi dà pressione e indirizza, chi copre alle sue spalle, chi chiude la linea di passaggio più pericolosa. E vale la stessa regola della fase di possesso: il triangolo difensivo scade quando la palla cambia piede.

Fig. 05 / Il triangolo difensivoFase di non possesso
D1 D2 D3 PRESSIONE CHIUDE LA LINEA VERSO IL CENTRO COPERTURA USCITA CONCESSA
Nostro giocatore in difesa Avversario Verde: movimenti difensivi Grigio: linee negate Bianco: unica uscita lasciata
D1 esce sul portatore in posizione frontale orientata e chiude il lato verso l’interno. D2 si mette sulla linea verso il centro, che è la più pericolosa. D3 copre alle spalle di D1 e aspetta il passaggio che gli abbiamo lasciato. L’avversario ha palla, ma la scelta l’abbiamo fatta noi.

C’è poi una seconda lettura, che trovo molto utile con i ragazzi più grandi: riconoscere la figura dell’avversario e romperla. Se loro sono in rombo, basta un difensore ben messo sulla linea interna per trasformarlo in un quadrato piatto. È lo stesso ragionamento delle altezze, visto dall’altra parte. Lo riprendo per intero nell’articolo 06.

08Un’esercitazione

Una sola proposta, costruita attorno a una regola che mi ha dato più risultati di qualsiasi spiegazione: la regola delle altezze. Il punto non vale se al momento del passaggio decisivo due compagni sono sulla stessa linea. Non correggo la posizione, non disegno il rombo. Metto la regola e aspetto. Dopo qualche minuto la figura la costruiscono loro.

Es. 03 / Il rombo che respiraPossessocon lettura difensiva
ALT. 1 ALT. 2 ALT. 3 J JOLLY 1 2 3 4 R1 R2 1 2 3 4 2 2 SALE: TERZO UOMO POSTURA COPERTA 22 x 18 M / 4 vs 2 + JOLLY / REGOLA DELLE ALTEZZE
Portatore Compagno Avversario Bianco: passaggio rasoterra Giallo tratteggiato: movimento Linee verticali: altezze
ObiettivoCostruire e ricostruire una figura a tre altezze per portare palla al jolly. In fase difensiva, i due rossi imparano a lavorare in coppia: uno pressa orientato, l’altro chiude la linea interna.
Spazio e numeri22 x 18 metri. 4 contro 2 dentro, un jolly fuori dal lato corto opposto.
RegolePassaggi rasoterra. Punto se la palla arriva al jolly. Il punto non vale se, al passaggio verso il jolly, due gialli sono sulla stessa altezza. I rossi fanno punto su ogni intercetto.
Attività di base 8-11Si parte 4 contro 1, poi 4 contro 2. Tocchi liberi. L’allenatore non corregge le posizioni: a fine serie chiede solo “quante altezze avevate?”.
Under 12-14Come da schema. Massimo due tocchi. Il punto vale doppio se l’ultimo passaggio al jolly arriva da un terzo uomo.
Agonistica5 contro 3 su 24 x 20, un tocco per chi riceve all’altezza 3. Se i rossi recuperano, hanno cinque secondi per servire un loro jolly sul lato opposto.
Cosa osservoSe la figura si riforma mentre la palla viaggia o dopo che si è fermata. Chi sale al posto del vertice quando il vertice scarica. Se i rossi escono entrambi sulla palla o si dividono i compiti.
Nella sequenza disegnata il 4, sull’altezza 3, riceve con postura coperta e scarica. Intanto il 2 è salito dall’altezza 2 e diventa terzo uomo. Il rombo si è ricostruito da solo, con un vertice nuovo. È la stessa rotazione della Fig. 01, ma questa volta l’hanno trovata i giocatori.

09Cosa conto

Anche qui misuro comportamenti, non risultati. Sono i riferimenti che uso io e li propongo con la stessa cautela dell’articolo precedente: servono a confrontare un gruppo con sé stesso nel tempo, non a stilare classifiche.

3
Altezze occupate al momento del passaggio decisivo.
0
Compagni in fila sulla stessa linea del portatore.
2+
Uscite disponibili per chi ha palla, contate a fermo immagine.
< 2s
Tempo per ricostruire la figura dopo un cambio di vertice.

Il secondo dato è quello che uso di più con i piccoli. È facile da vedere anche per loro e basta da solo a cambiare la qualità del possesso.

10Quello che resta aperto

Mi rendo conto di aver semplificato. Nel gioco vero le figure si sovrappongono: lo stesso giocatore sta in due triangoli contemporaneamente, e un rombo in una zona convive con un quadrato in un’altra. Non ho una teoria completa su come si incastrano, e diffido un po’ di chi dice di averla. Ho però visto che i giocatori abituati a pensare per funzioni gestiscono queste sovrapposizioni meglio di quelli abituati a pensare per forme, e questo mi basta per continuare in questa direzione.

Nel prossimo articolo

03. Palla chiusa e palla aperta: la lettura che decide il movimento. Come si riconosce lo stato della palla da lontano, quali segnali del corpo del portatore contano davvero e come tutta la struttura si riorganizza in base a quella lettura. Con un’esercitazione per categorie miste.

Move to Create / 02 di 07 Modello Inverso / Metodologia Spazio-Tempo Mr. Lontani

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