VOLUME 6 ALBERT BANDURA APPRENDIMENTO

18 Ago , 2026 - EPISTEMOLOGIA DEL PROCESSO APPRENDIMENTO,Metodico

VOLUME 6 ALBERT BANDURA APPRENDIMENTO

Video, modelling, dimostrazione e autoefficacia nella formazione del calciatore

Apprendimento osservativo

Osservare non significa semplicemente guardare.
Significa selezionare informazioni, attribuire loro un significato, trasformarle in rappresentazioni mentali e utilizzarle successivamente per orientare il comportamento.
È questo il principio sul quale Albert Bandura ha costruito una delle teorie più influenti delle scienze dell’apprendimento.
L’apprendimento osservativo non sostituisce l’esperienza diretta.
La prepara.
La facilita.
La rende più efficace.
Negli sport di squadra questo principio assume un’importanza straordinaria. Un giocatore può imparare osservando una partita, analizzando un video, seguendo il comportamento di un compagno più esperto o assistendo alla dimostrazione di un allenatore. Tuttavia, ciò che viene osservato non viene copiato automaticamente. Viene interpretato, confrontato con le conoscenze già possedute e progressivamente adattato alle caratteristiche individuali del giocatore.
L’osservazione rappresenta quindi un acceleratore dell’apprendimento.
Ma soltanto quando viene progettata metodologicamente.
Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che mostrare un video o eseguire una dimostrazione sia sufficiente per insegnare un comportamento.
La ricerca dimostra il contrario.
L’efficacia dell’apprendimento osservativo dipende dalla qualità dell’attenzione, dalla capacità di comprendere ciò che viene osservato e dalla possibilità di sperimentarlo immediatamente all’interno di un contesto significativo.
L’allenatore non dovrebbe quindi chiedersi semplicemente quale video mostrare.
Dovrebbe chiedersi cosa vuole che il giocatore osservi.
Perché il cervello non registra tutto.
Seleziona.
Filtra.
Organizza.
Attribuisce priorità.
Ogni immagine contiene centinaia di informazioni.
L’apprendimento dipende dalla capacità di individuare quelle realmente rilevanti.
Un video di una partita può essere utilizzato per analizzare gli spazi tra le linee, il comportamento della linea difensiva, i tempi di smarcamento, le relazioni tra portatore di palla e compagni oppure le transizioni.
Lo stesso filmato genera apprendimenti completamente differenti in funzione dell’obiettivo osservativo.
Per questo motivo il video rappresenta uno strumento metodologico.
Non un semplice supporto tecnologico.
La sua funzione non è mostrare.
È orientare l’attenzione.
Lo stesso principio vale per la dimostrazione.
Per molti anni la dimostrazione è stata considerata il punto di partenza di ogni insegnamento tecnico. L’allenatore mostrava il gesto corretto affinché il giocatore lo imitasse.
Le moderne scienze dell’apprendimento offrono una lettura più articolata.
La dimostrazione non serve a costruire una copia del movimento.
Serve a costruire una rappresentazione iniziale del problema da risolvere.
Ciò che il giocatore svilupperà successivamente dipenderà dalle proprie caratteristiche, dalle informazioni ambientali e dalle continue esperienze di adattamento.
Nessun gesto tecnico viene riprodotto in modo identico.
Ogni esecuzione rappresenta una soluzione personale allo stesso problema motorio.
Questo principio conduce direttamente al concetto di modelling.
Il modelling non consiste nell’imitazione passiva di un modello.
Consiste nell’osservazione intenzionale di comportamenti significativi che diventano punti di riferimento per costruire nuove competenze.
Negli sport di squadra il modello non deve necessariamente essere un campione internazionale.
Può essere un compagno.
Un giocatore della squadra superiore.
Un atleta con caratteristiche simili.
Persino un avversario.
Ciò che rende efficace un modello non è la sua notorietà.
È la sua rilevanza per il problema che il giocatore deve affrontare.
L’allenatore assume quindi il ruolo di mediatore.
Seleziona il modello.
Definisce l’obiettivo dell’osservazione.
Guida l’attenzione.
Stimola la riflessione.
Collega ciò che è stato osservato con l’esperienza pratica.
Solo allora il modelling diventa realmente educativo.
Tra i contributi più importanti di Bandura emerge infine il concetto di autoefficacia.
L’autoefficacia rappresenta la convinzione che il giocatore possiede riguardo alla propria capacità di affrontare con successo una determinata situazione.
Non descrive ciò che il giocatore sa fare.
Descrive ciò che crede di poter fare.
Questa convinzione influenza profondamente il comportamento.
Condiziona il livello di impegno.
La perseveranza.
La gestione dell’errore.
La disponibilità ad affrontare compiti complessi.
La capacità di recuperare dopo un insuccesso.
Bandura identifica quattro principali fonti dell’autoefficacia.
La prima è rappresentata dalle esperienze di successo. Ogni competenza costruita progressivamente rafforza la fiducia nelle proprie capacità.
La seconda deriva dall’osservazione di modelli simili a sé. Vedere un compagno riuscire in un compito percepito come difficile aumenta la convinzione di poterlo affrontare con successo.
La terza nasce dalla persuasione sociale. Un feedback credibile, specifico e coerente può sostenere la motivazione e orientare il comportamento.
La quarta riguarda gli stati emotivi e fisiologici. Ansia, paura, entusiasmo o tranquillità modificano il modo in cui il giocatore interpreta le proprie possibilità.
Per l’allenatore queste conoscenze hanno un valore metodologico enorme.
Ogni dimostrazione.
Ogni video.
Ogni modello osservato.
Ogni feedback.
Ogni esperienza di successo.
Contribuisce contemporaneamente allo sviluppo delle competenze tecniche e alla costruzione dell’autoefficacia.
La metodologia non forma soltanto ciò che il giocatore sa fare.
Forma anche ciò che il giocatore pensa di poter diventare.
È proprio questa convinzione che spesso determina la differenza tra chi affronta il gioco con coraggio e curiosità e chi, al contrario, limita continuamente il proprio potenziale.
L’apprendimento osservativo, quindi, non consiste nel copiare un modello.
Consiste nel costruire rappresentazioni mentali sempre più ricche che, attraverso l’esperienza, diventano competenze personali.
Ed è in questo processo che video, modelling, dimostrazione e autoefficacia si integrano in un’unica visione metodologica: progettare ambienti nei quali osservare significhi comprendere, comprendere significhi sperimentare e sperimentare significhi imparare.


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