IL PARADIGMA PERTINENTE DEL PROCESSO DELL’ALLENAMENTO CALCISTICO:
INTERAZIONE ARMONICA, SISTEMICA E CONTESTUALE TRA:
La realtà autentica del gioco ( approccio fenomenologico-enattivo), le situazioni locali (
approccio ecologico-dinamico), le abilità ( approccio socio-costruttivo) , per ritornare
trasformati nella reattà autentica del gioco, a partire dalla prima formazione.
ACCOPPIAMENTO STRUTTURALE E RELAZIONI RETICOLARI TRA:
GIOCATORI-GIOCO-CONTESTO- ALLENATORE Abstract
Il bambino impara a risolvere problemi, a sviluppare la sua creatività e a costruire la sua
conoscenza attraverso l’esperienza
La conoscenza della neurofisiologia e della psicologia infantile può fornire indicazioni
importanti per l’educazione del bambino nelle diverse fasi evolutive, in quanto ci consente
riflettere sulle sue reali modalità di approccio alla realtà, di elaborazione e fissazione dell
informazioni, e dunque sulle sue modalità di apprendimento. Il gioco come origine dell’apprendimento
Negli ultimi anni la metodologia dell’allenamento calcistico ha iniziato ad abbandonare una concezione lineare e meccanicistica dell’apprendimento per orientarsi verso un paradigma più complesso, dinamico e profondamente umano: il paradigma fenomenologico-enattivo.
Questa prospettiva parte da un presupposto fondamentale: il calciatore non apprende il gioco, ma apprende giocando.
L’apprendimento non è il risultato della trasmissione di informazioni dall’allenatore al giocatore, bensì emerge dall’interazione continua tra individuo e ambiente. Il significato dell’azione nasce nell’esperienza vissuta, nella relazione costante tra percezione, movimento, emozione e contesto.
Il significato di “fenomenologico”
L’approccio fenomenologico considera il bambino non come un semplice esecutore di movimenti, ma come una persona che costruisce il proprio rapporto con il mondo attraverso l’esperienza diretta.
Nel calcio ogni situazione possiede un significato diverso a seconda di chi la vive.
Lo stesso passaggio, lo stesso dribbling o la stessa pressione difensiva non vengono interpretati nello stesso modo da due giocatori differenti, perché ciascuno percepisce il gioco attraverso la propria storia, le proprie competenze e le proprie intenzioni.
L’allenatore, quindi, non deve imporre un’unica interpretazione della realtà, ma creare contesti nei quali ogni giocatore possa sviluppare la propria capacità di comprendere il gioco.
Il principio dell’enazione
Il concetto di enazione, sviluppato da Francisco Varela, Evan Thompson ed Eleanor Rosch, afferma che la conoscenza non viene semplicemente rappresentata nella mente, ma prende forma attraverso l’azione.
Nel calcio questo significa che il giocatore non osserva il gioco dall’esterno per poi decidere cosa fare.
Al contrario, percezione e azione costituiscono un unico processo continuo.
Ogni movimento modifica l’ambiente.
L’ambiente modifica immediatamente ciò che il giocatore percepisce.
La nuova percezione genera una nuova azione.
Il gioco è quindi un processo di adattamento permanente.
Il gioco autentico come ambiente di apprendimento
Da questa prospettiva nasce il concetto di realtà autentica del gioco, richiamato anche nell’immagine.
L’apprendimento dovrebbe svilupparsi all’interno di situazioni che mantengano la complessità della partita.
Ridurre il gioco a gesti tecnici isolati significa privare il bambino delle informazioni percettive e decisionali che rendono significativo quel gesto.
Un passaggio senza avversari non è realmente un passaggio.
È semplicemente un movimento tecnico.
Il passaggio diventa competenza soltanto quando il giocatore deve osservare, interpretare, decidere e agire in funzione del contesto.
L’integrazione con l’approccio ecologico-dinamico
Il paradigma fenomenologico-enattivo dialoga naturalmente con l’approccio ecologico-dinamico.
Le opportunità d’azione (affordance) offerte dall’ambiente cambiano continuamente e il giocatore deve imparare a riconoscerle in tempo reale.
L’apprendimento nasce quindi dall’esplorazione.
Non esiste una soluzione ideale valida per ogni situazione.
Esistono invece molteplici soluzioni efficaci che emergono dall’interazione tra giocatore e contesto.
Allenare significa progettare ambienti ricchi di variabilità, nei quali il bambino possa esplorare possibilità sempre nuove.
L’accoppiamento strutturale
Uno degli elementi più significativi del paradigma è il concetto di accoppiamento strutturale, introdotto da Humberto Maturana e Francisco Varela.
Giocatore e ambiente non sono due realtà separate.
Si modificano reciprocamente.
Ogni esperienza vissuta cambia il bambino.
Ogni nuova competenza acquisita modifica il modo in cui il bambino percepisce il gioco.
L’ambiente offre nuove opportunità.
Il giocatore risponde.
Questa risposta trasforma nuovamente l’ambiente percettivo.
L’apprendimento è quindi un processo circolare e continuo.
Da qui deriva la relazione reticolare tra:
giocatore;
gioco;
contesto;
allenatore.
Nessuno di questi elementi può essere compreso isolatamente.
Il ruolo dell’allenatore
All’interno di questa prospettiva l’allenatore assume un ruolo radicalmente diverso.
Non è il depositario della conoscenza.
È un facilitatore di esperienze significative.